chi sono
Potete dunque intuire il lento e inesorabile cammino di questa mia esperienza...

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odi et amo
Odio : le definizioni, i pregiudizi, fare qualcosa per obbligo, obbligarmi a fare qualcosa, le dicerie, l'ignoranza usata come scusa e/o vanto, l'estate, il pressappochismo e i luoghi comuni su politica e società, chi riesce a fare tutto bene, gli arroganti, i dossi artificiali e gli autovelox
Amo : riflettere e scrivere, la Musica, guidare di notte, la politica fatta come Dio comanda, l'inverno, certi sguardi e certi sorrisi, ascoltare chi voglio ascoltare, il teatro
La mia musica : sono onnivoro. Qualche nome? Marlene Kuntz, Afterhours, Verdena, Scisma, Massimo Volume, CCCP/CSI, Radiohead, Mogwai, Pearl Jam, Daniele Silvestri, Rino Gaetano e... Chopin
I miei libri : Nabokov, Dostoevski, Dumas, Kerouac, Mallarme', Montale; ultimamente, per la tesi, sto leggendo - e trovando interessanti - Giddens, Beck e Baumann
Ipse dixit
Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell'uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo e' una prova che puo' riempire degnamente una vita.

(Enrico Berlinguer)

Io sono un uomo di sinistra ragionevole che cerca di impegnarsi per il bene del Paese

(Massimo D'Alema)

Se c'e' una cosa che è immorale è la banalita'

(Manuel Agnelli - Afterhours)

Non c'è volontà di comprendere e questo corrompe la società, cui riesce più semplice credere che i buoni son qua e i cattivi là.

(Cristiano Godano - Marlene Kuntz)

io scriverò se vuoi perchè cerco un mondo diverso, con stelle al neon e un poco d'universo...

(Rino Gaetano)

La poesia mi appartiene, mi è attaccata come un'amante. Avvicinarsi alla poesia è un modo per salvarsi e sollevarsi da questo mondo che non dà alcun brivido. Nella poesia si può ancora trovare il brivido

(Carlo Monni)

le parole sono importanti!

(Nanni Moretti)
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" mi piace, scrivi bene, a volte un po' troppo prolisso, però c'è scioltezza in quello che scrivi, lo fai perchè lo vuoi e si capisce. C'è differenza tra lo scrivere impostati e lo scrivere spontaneamente " (Jole 13-11-2006 21.00)

Pannasmontata clock

postato da FRT84 alle ore 19:19
giovedì, 31 maggio 2007

No' semo quella razza
che non sta troppo bene
che di giorno salta fossi
e di sera le cene.

Lo posso grida' forte
fino a diventa' fioco
no' semo quella razza
che tromba tanto poco.
Noi semo quella razza
che al cinema s'intasa
pe' vede' donne 'gnude
e farsi seghe a casa.

Eppure, la natura ci insegna
sia su' i monti, sia a valle
che si po' nascer bruchi
pe' diventa' farfalle.

Noi semo quella razza
che l'è tra le più strane
che bruchi semo nati
e bruchi si rimane.

Quella razza semo noi
l'è inutile far finta:
c'ha trombato la miseria
e semo rimasti incinta.

(Bozzone - Carlo Monni - Berlinguer ti voglio bene (1977))

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categoria : cultura, film

postato da FRT84 alle ore 13:37
lunedì, 21 maggio 2007

"La verità che permette agli uomini di essere liberi è in buona misura una verità che gli uomini preferiscono non sentire" (H.S. Agar)




Sul finire dei "trent'anni gloriosi" successivi alla seconda guerra mondiale - i tre decenni di crescita straordinaria e di consolidamento del benessere e della sicurezza economica dell'Occidente avanzato - Herbert Mancuse lamentò:

"Per quanto riguarda l'oggi e la nostra condizione in particolare, ritengono che ci troviamo innanzi a una situazione senza precedenti nella storia, quella cioè di dover essere liberati da una società relativamente ben funzionante, rica, potente (...). Il problema che abbiamo dinanzi è l'urgenza di liberazione da una società che soddisfa in buona misura i bisogni materiali e anche culturali dell'uomo; una società che, per usare una frase fatta, dispensa i beni a una parte sempre più ampia della popolazione. E ciò significa che cerchiamo di liberarci da una società in cui la questione della liberazione è apparentemente priva di base di massa".

Il fatto che ci si dovesse emancipare, si dovesse essere liberati dalla società non era un problema per Marcuse. Ciò che invece costituiva un problema (anzi, il problema specifico della società che dispensa i beni) era che non esistesse alcuna base di massa per porre in atto tale liberazione. In poche parole: le persone desiderose di essere liberate erano poche, ancora meno quelle disposte ad agire in tal senso, e praticamente nessuno sapeva in che modo la liberazione dalla società potesse mutare la loro condizione.
(...)
Sentirsi liberi da restrizioni, liberi di agire in conformità ai propri desideri, significa raggiungere un equilibrio tra i desideri, l'immaginazione e la capacità di agire: ci si sente liberi nella misura in cui l'immaginazione non supera i desideri reali e nessuno dei due oltrepassa la capacità di agire. Tale equilibrio può essere dunque raggiunto e preservato in due modidiversi: ridimensionando i desideri e/o l'immaginazione, oppure ampliando la propria capacità di agire. una volta raggiunto l'equilibrio, e fintantoché si riesce a preservarlo, liberazione è uno slogan senza senso, privo di forza motivante.
tale utilizzo ci permette di distinguere tra libertà soggettiva e libertà oggettiva e di conseguenza tra "esigenza di liberazione" soggettiva e oggettiva. Potrebbe darsi che la volontà di migliorare sia stata frustrata o stroncata sul nascere (...); le intenzioni, realmente sperimentate o soltanto immaginabili che siano, sono state tagliate su misura della capacità di agire, e in particolare della capacità di agire in modo razionale, vale a dire con una possibilità di successo. d'altro canto, potrebbe darsi che la manipolazione diretta delle intenzioni - una qualche sorta di lavaggio del cervello - non consenta mai di mettere alla prova la capacità oggettiva di agire, e tanto meno di scoprire quali esse realmente siano, e induca in tal modo a definire le proprie ambizioni al di sotto del livello della libertà oggettiva.
(...)
una di tali questioni era la possibilità che ciò che viene percepito come libertà in realtà non lo sia affatto; che le persone siano soddisfatte del loro destino anche laddove tale destino sia ben lungi dall'essere oggettivamente soddisfacente; che, pur vivendo in schiavitù, esse si sentano libere e dunque non avvertano alcuna urgenza di affrancarsi, in tal modo facendosi sfuggire o rinunciando alla possibilità di diventare realmente libere. corollario di tale possibilità era la supposizione che l'uomo potesse essere un giudice incompetente della propria condizione e dovesse dunque essere costretto o indotto, ma comunque guidato, ad avvertire l'esigenza di essere oggettivamente libero e a trovare il coraggio e la determinazione di lottare a tal fine. C'era poi un ancor più minaccioso presentimento che colpiva dritto al cuore dei filosofi: che l'uomo potesse semplicemente non desiderare di essere libero e dunque rifiutare la prospettiva dell'emancipazione, alla luce delle sofferenze che l'esercizio della libertà può infliggere.

In una versione apocrifa del famoso episodio tratto dall'Odissea (Odysseus und die Schweine: Das Unbehagen an der Kultur) Lion Feuchtwanger sostenne che i marinai ammaliati dalla maga Circe e trasformati in scrofe trovarono oltremodo soddisfacente la loro nuova condizione e si opposero disperatamente ai tentativi di Ulisse di ridare loro sembianze umane. allorché questi disse loro di aver torvato delle erbe magiche in grado di spezzare l'incantesimo che li imprigionava e che essi sarebbero presto tornati nuovamente uomini, i marinai/scrofe se la dettero a gambe a tutta velocità piantando in asso il loro zelante salvatore. alla fine qesti riuscì a prenderne uno e a strofinargli l'erba magica sul dorso; ed ecco che dal corpo setoloso dell'animale spuntò fuori Elpenoro, un uomo sotto tutti i punti di vista assolutamente normale. il liberato elpenoro non fu affatto grato a Ulisse di tale liberazione e attaccò furiosamente il suo liberatore:

"e così sei tornato, farabutto, ficcanaso che non sei altro? vuoi tornare ad affliggerci e tormentarci, desideri ancora esporre i nostri corpi ai pericoli e costringere i nostri cuori a prendere sempre nuove decisioni? com'ero felice; potevo sguazzare nel fango e crogiolarmi al sole; potevo trangugiare e ingozzarmi, grugnire e stridere ed ero libero da pensieri e dubbi: "che devo fare questo o quello?" Perchè sei tornato? per rigettarmi nell'odiosa vita che conducevo prima?



(Z. Baumann, Modernità liquida, Edizioni Laterza, Roma-Bari, 2007 pp. 3-6)
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categoria : cultura, politica, società, tuttigiùperterra

postato da FRT84 alle ore 18:45
mercoledì, 07 marzo 2007

Una volta da piccolo trovai per terra un uccellino, di quelli che le madri buttano giù dal nido perché ritenuti deboli. Gli scienziati la chiamano legge di selezione naturale. Lo presi e lo portai a casa sperando di poterlo salvare, accudendolo. Mi feci prestare addirittura una gabbietta da uccelli da mia zia, che in quel periodo li allevava. Gli detti un po’ di foglie di insalata, un po’ di latte e andai a dormire. Sapevo che potevo fare poco per il passerotto. Però, essermi impegnato per salvarlo mi faceva stare comunque meglio.

Il mattino dopo fui svegliato da movimenti sospetti sul terrazzo. Intuii che erano i miei genitori. Si erano alzati prima per far sparire l’uccellino morto e si stavano ingegnando per trovare una spiegazione alla misteriosa sparizione. La colpa cadde sul mio cane, reo di aver aperto la gabbietta e di aver fatto volare via il passerottino. Apprezzai molto gli sforzi dei miei per preservarmi dalla triste notizia, e feci finta di credere a loro.

 

  1. La realtà è dura, ed è difficile cambiarla;
  2. bisogna applicarsi sempre con passione per migliorare la realtà, anche se si è  convinti di lottare contro i mulini a vento;
  3. bisogna sempre preoccuparsi dei sentimenti altrui;
  4. bisogna sempre apprezzare gli sforzi degli altri per migliorare la realtà;
  5. non sempre chi vuol fare apparire la realtà meno dura di quello che è, è per   forza un truffatore;
  6. Babbo Natale non esiste, ma ogni tanto non fa male far finta di crederci.

"Non chiederti cosa può fare il paese per te, ma chiediti cosa puoi fare tu per il paese".

(Bob Kennedy)

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categoria : politica, , società, tuttigiùperterra

postato da FRT84 alle ore 12:53
venerdì, 02 marzo 2007

Oggi nel forum ho letto di una neonata associazione che porta il nome di Tommaso Onofri, il bambino barbaramente ucciso lo scorso anno. Allora provai tristezza, dolore, commozione per la vicenda. Oggi ne provo altrettanta nel vedere come la barbarie umana prosegua a tormentare questo bambino.

Santini, magliette, ricordini…A quando i giri turistici nel posto dove hanno ammazzato Tommaso?

L’Associazione si occupa di aiutare bambini disagiati. Un bellissimo scopo, niente da dire. Ma perché intitolare l’associazione a Tommy? Che ha fatto di così grande a parte aver patito le pene dell’inferno? Una scelta di questo tipo finisce per giustificare in qualche modo la vicenda. Si finisce per dire: “che il dolore di Tommaso possa servire ad altri”. Ma la vicenda deve rimanere senza spiegazione! Per Dio, giustificarla significherebbe giustificare l’atrocità commessa quando questa dovrebbe rimanere senza spiegazioni! La follia, le bassezze umane, le miserie non si pareggiano mai.

Allora credo sia più giusto lasciare riposare in pace Tommaso. Che poi ognuno possa intimamente riflettere sulla vicenda e trarne motivo per agire e rendere migliore la società: questo è legittimo ed encomiabile.

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categoria : società

postato da FRT84 alle ore 01:22
venerdì, 02 marzo 2007

Io scriverò se vuoi perché cerco un mondo diverso
con stelle al neon e un poco d'universo
mi sento un eroe a tempo perso
Io scriverò se vuoi perché non ho incontrato mai
veri mattatori e veri ombrellai
ma gente capace di chiederti solo come stai
Io scriverò se vuoi perché ho amato tutti i sessi
ma posso garantirvi che io
non ho mai dato troppo peso al sesso mio
ma con chiunque sappia divertirsi mi salverò
che viva la vita senza troppo arrichirsi mi salverò
che sappia amare che conosca Dio come le sue tasche
Io scriverò perché ho vissuto anche di espedienti
perché a volte ho mostrato anche i denti
perché non potevo vivere altrimenti
Io scriverò sul mondo e sulle sue brutture
sulla mia immagine pubblica e sulle camere oscure
sul mio passato e sulle mie paure

(Rino Gaetano)
 
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categoria :

postato da FRT84 alle ore 17:04
martedì, 27 febbraio 2007

Mio fratello è figlio unico
perché non ha mai trovato il coraggio
di operarsi al fegato
e non ha mai pagato per fare l'amore
e non ha mai vinto un premio aziendale
e non ha mai viaggiato in seconda classe
sul rapido Taranto - Ancona
e non ha mai criticato un film
senza mai prima vederlo

mio fratello è figlio unico
perché è convinto che Chinaglia
non può passare al Frosinone
perché è convinto che nell'amaro benedettino
non sta il segreto della felicità
perché è convinto che anche chi non legge Freud
può vivere cent'anni
perché è convinto che esistono ancora gli sfruttati
malpagati e frustrati

mio fratello è figlio unico
sfruttato represso calpestato odiato
e ti amo Mariu
mio fratello è figlio unico
deriso frustrato picchiato derubato
e ti amo Mariu
mio fratello è figlio unico
dimagrito declassato sottomesso disgregato
e ti amo Mariu
mio fratello è figlio unico
frustrato derubato sottomesso
e ti amo Mariu
mio fratello è figlio unico
deriso declassato frustrato dimagrito
e ti amo Mariu
mio fratello è figlio unico
malpagato derubato deriso disgregato
e ti amo Mariu

(Rino Gaetano)

E' impossibile per me ascoltare questa canzone senza commuovermi.

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categoria : musica

postato da FRT84 alle ore 22:11
venerdì, 23 febbraio 2007

"Sa cosa stavo pensando? Io stavo pensando una cosa molto triste, cioé che io, anche in una società più decente di questa, mi troverò sempre con una minoranza di persone. Ma non nel senso di quei film dove c'è un uomo e una donna che si odiano, si sbranano su un'isola deserta perchè il regista non crede nelle persone. Io credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone. mi sa che mi troverò sempre a mio agio e d'accordo con una minoranza... e quindi..."

(Nanni Moretti -Caro Diario)

p.s. scusami Jole se ti copio la citazione.

 

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categoria : politica

postato da FRT84 alle ore 22:07
venerdì, 23 febbraio 2007

Parlare ora della crisi di governo significherebbe mettersi a ragionare per almeno una buona oretta. Avrò tempo e modo per tornare sull'argomento (che in parte ho già affrontato nei miei vari interventi nel forum soleluna (tra i link della colonna)). Sinceramente ho poca voglia. Ho poca voglia perchè questi giorni, sono giorni di impegno politico abbastanza intenso. Lunedì presentazione della Mozione Fassino, ieri direzione provinciale, oggi direzione di sezione (la prima da segretario. Commento? devo ancora crescere ;-) ), domani assemblea straordinaria per riflettere, appunto, sulla crisi.

Una riflessione però la voglio fare. E' il momento di spingere con il partito Democratico. Il governo - e quindi il Paese - non può essere tenuto in scacco da una serie di partitini e partitetti che al massimo raggiungono il 5%, arroccati sulle loro singole questioni-feudo, come se il futuro dell'Italia dipendesse da un pezzo di ferrovia o da un inceneritore in meno. Partiti che si fanno portatori di morale e valori, ma che non hanno concreti progetti politici. Partiti che fanno cadere un governo per presentarsi alle successive elezioni felici e sorridenti per aver conquistato, con la loro "incorruttibilità e onestà intellettuale" una manciata di voti in più (me lo ricordo il faccione sorridente di Bertinotti alle elezioni del 2001). Partiti che schierano personaggi sconosciuti (non solo agli elettori, ma addirittura a chi li ha candidati) o ai limiti della presentabilità.

Il paese ha bisogno del Partito Democratico come rimedio ai mali della politica. Solo un partito forte può pensare e dare compimento a un progetto a lungo termine. Avanti allora - come dice la canzone - come prima, più di prima!

...ma soprattutto: forza Massimo!

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categoria : politica

postato da FRT84 alle ore 00:49
venerdì, 16 febbraio 2007

oggi (anzi ieri) ho finito di dare esami. La triennale si chiude in bruttezza (18 in spagnolo e acquisito in maniera quanto mai rocambolica) ma dopo una serie di bei voti ci poteva stare. Da domani si inizia a lavorare sulla tesi (argomento: riformismo e socialismo, se avete suggerimenti ve ne sarei grato...) e - spero - a riscrivere nel blog.

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categoria : tuttigiùperterra

postato da FRT84 alle ore 21:16
lunedì, 29 gennaio 2007

Ieri abbiamo celebrato il VII Congresso della Sinistra Giovanile della Federazione di Pisa.

La segreteria si è sciolta, Mirco ci ha salutato (passa agli adulti :D). È finita una stagione. Una bellissima stagione di cui sono onorato di aver fatto parte.

Smessi i panni del responsabile scuola della Federazione, vestirò quelli di Segretario di Pontedera. Spero di essere all’altezza delle aspettative.

Un augurio di buon lavoro per la segreteria che si formerà tra poco (specialmente al mio successore). Ad Andrea non dico niente, tanto sono sicuro che farà bene.

 

Questo è il discorso che ho sostenuto ieri.

DSCF1144

 

Care compagne e cari compagni,

  

           Quando due anni fa si tenne il Congresso a Pontedera partecipai senza avere ben chiaro che cosa fosse la Sinistra Giovanile. Avevo preso la tessera da poco e non conoscevo ancora nessuno, salvo i compagni di circolo e pochi altri. Poco tempo dopo è iniziata la mia esperienza in segreteria, senza che, quindi, avessi alle spalle una significativa storia nella organizzazione. La consegna nelle mie mani di un incarico tanto importante come quello di responsabile studenti fu definita giustamente una scommessa.

La valutazione che oggi faccio di questa esperienza è senz’altro positiva. Per la prima volta ho avuto l’impressione di partecipare attivamente alla vita di una importante associazione, radicata e autorevole e ciò mi ha responsabilizzato e ha contribuito fortemente alla mia formazione, non solo politica, ma soprattutto umana.

Non credo di esagerare se affermo che questa esperienza rientra a pieno titolo tra le cose che maggiormente hanno contribuito a farmi maturare nel corso di questi anni. Per questo ringrazio tutti voi, e in particolar modo i componenti della segreteria uscente e i compagni con i quali ho lavorato in questi due anni, nelle direzioni, durante le feste de l’Unità, nelle tante iniziative realizzate. In queste occasioni è nato tra noi un rapporto che va oltre l’essere compagni di partito: si è creato un gruppo di amici che difficilmente si scioglierà dopo questo Congresso. Ringrazio inoltre Cristian per avermi consigliato e sostenuto anche quando le cose non stavano andando troppo bene.

 

Non sto qui ad elencare cosa è stato realizzato dalla Sinistra Giovanile riguardo la responsabilità di mia competenza. Brevemente, credo di poter affermare che il bilancio si chiude in maniera non esaltante ma sicuramente positiva. Se è vero che ci troviamo lontani dall’obiettivo che ci eravamo posti, ossia di avere in ogni scuola della provincia almeno un nostro iscritto, e se è vero che la Consulta provinciale degli studenti è oggi appannaggio di un presidente proveniente dalle fila di Azione Giovani, è anche vero che la nascita di un nuovo gruppo studentesco vicino a noi, mi fa ben sperare per il futuro. I progetti ci sono, l’entusiasmo per affrontarli pure. Non manca assolutamente niente per dare avvio al rilancio.

 

Dicevo che ho iniziato il mio percorso in segreteria senza avere alle spalle alcuna esperienza nella nostra organizzazione. L’adesione alla Sinistra Giovanile è arrivata, però, non senza un percorso politico personale piuttosto convulso, fatto di passaggi anche repentini da una associazione all’altra. Questa avventura, se da una parte suscita giustamente ilarità, dall’altra dimostra l’esigenza di aderire ad una associazione che mi rappresentasse pienamente. Oggi posso dire di aver trovato qui l’approdo definitivo.

È per questo che mi sento in dovere di difendere questa organizzazione e di esprimere la mia contrarietà nei confronti di quanti ipotizzano, più o meno esplicitamente,  uno scioglimento della stessa nella prospettiva del concepimento del partito Democratico.

La nostra associazione può partecipare alla costruzione del nuovo partito come soggetto federato, con pari dignità e ruolo degli altri soggetti che vi aderiranno. Lo può fare perché ha un portato di conoscenze e competenze fondamentale e perché già da tempo ormai ha intrapreso un percorso di apertura e di integrazione di nuove realtà. Nella nostra organizzazione possono – dunque – trovare piena cittadinanza esperienze diverse e riuscire, con la compenetrazione delle idee, ad influenzarsi e integrarsi, stimolando continuamente il dibattito politico.

Innovazione non significa quindi rivoluzionare un percorso che si sta compiendo positivamente. Sarebbe un delitto mettere un punto e gettare all’ortiche quello che abbiamo faticosamente costruito in questi anni a forza di iniziative, incontri, discussioni. Sciogliersi significherebbe ammettere l’inesistenza di questo percorso, misconoscere quanto di buono è stato fatto in questi anni, cancellare di colpo il lavoro compiuto da tutti noi o quantomeno renderlo improduttivo, vano.

Significherebbe, infine, presentarsi all’appello per la formazione del partito Democratico completamente nudi, privi di qualsiasi suggestione. Occorrerebbe chiedersi seriamente perché dovrebbe essere presa in considerazione l’adesione al Partito Democratico di una nuova giovanile che si presenta sulla scena politica manchevole di qualsiasi dote.

Allo stesso modo altrettanto contrario mi trova la tesi per così dire antitetica, ossia quella che nega qualunque adesione della Sinistra Giovanile al Partito Democratico, ribadendo con forza la necessità di intraprendere un percorso autonomo, distaccato.

La realizzazione del Partito Democratico rappresenta sicuramente uno dei più grandi avvenimenti nella storia della politica italiana. Si tratta di rispondere con slancio a un fenomeno che indubbiamente ha coinvolto o coinvolgerà tutti i partiti socialisti europei. Basti pensare alla svolta dei laburisti inglesi o al progetto di Segolene  Royale in Francia, e, soprattutto, al manifesto del Partito Socialista Europeo, sempre più casa dei vari riformismi europei.

Si tratta di creare finalmente qualcosa di veramente nuovo, che risponda alle esigenze del paese, assolvendo con ambizione e forza morale al ruolo di guida.

La Sinistra Giovanile, senza snaturarsi, ha l’opportunità di aderire a questo grande progetto, di influenzarlo apportando al dibattito politico interno la propria esperienza. È un servizio che facciamo non solo a noi stessi e al Partito Democratico, ma al nostro paese. Come dicevo prima, stare fuori da questo progetto significherebbe rendere inutili tutti gli sforzi compiuti sinora; le nostre campagne in cui abbiamo creduto e lavorato, le nostre discussioni rimarrebbero solo belle parole autoreferenziali e non progetti attuabili.

Compagni, dobbiamo assolutamente rispondere positivamente all’appello. Non bisogna indugiare ulteriormente. Il paese ha bisogno di una guida chiara e autorevole e questa guida ha bisogno di noi, delle nostre idee, del nostro entusiasmo. Stare fuori significherebbe decretare, questa volta si,  la fine della nostra organizzazione.

Buon lavoro Andrea, buon lavoro a tutti!

 

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categoria : politica